• TEATRO

La sezione teatrale del festival presenterà alcune tra le migliori produzioni che affrontano temi legati all’identità di genere e all’orientamento sessuale attualmente sui palcoscenici italiani.
Gli spettacoli saranno presentati da martedì 10 a domenica 15 maggio nelle tre sale del Teatro della Tosse (Sala Trionfo, Sala Campana e La Claque) in modo da comporre un affresco che spazia dal monologo, al cabaret, al teatro di sperimentazione.
Le rappresentazioni saranno accompagnate da dibattiti ed incontri con le compagnie teatrali nel foyer del teatro.


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martedì 10 maggio, ore 20.30, Sala Campana – Teatro della Tosse
CARO GEORGE

di Federico Bellini
Regia > Antonio Latella
Produzione > Stabilemobile

Nell’Ottobre del 1971, a Parigi, una retrospettiva consacra Francis Bacon come uno dei più grandi pittori del suo tempo. Alla vigilia della mostra, George Dyer, amante e modello dell’artista irlandese, si suicida nella stanza d’albergo che ospitava entrambi. Davanti ai dipinti che raffigurano George, Bacon rivive la relazione con il compagno, in un momento in cui trionfo artistico e fallimento esistenziale si confondono, diventando anch’essi, inevitabilmente, materia del dipingere.

Ingresso > intero 14 euro / ridotto 12 euro (tessera LIFE festival, convenzioni Tosse, tessera Arcigay)
Visita il sito > http://www.antoniolatella.com/?q=node/128


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mercoledì 11 maggio, ore 20.30 presso la Sala Campana al Teatro della Tosse
SISSY BOY
di Franca De Angeli
Regia > Anna Cianca
Produzione > Il Carro dell’Orsa

Il termine inglese sissy deriva da sister (sorella) e, associato a boy (ragazzo), sta ad indicare, con una connotazione negativa, un bambino o ragazzo che si pone in contrasto alle tradizionali regole di condotta del sesso di appartenenza. Il termine, sissyphobia denota una reazione culturale negativa verso i “sissy boys”. Un uomo, solo sulla scena, racconta, rivivendole, le tappe della propria vita in una tragicomica conferenza. Il signor S. B., da bambino, ha subito una terapia correttiva a causa del suo amore per le Barbie e per Maga Maghella, l’allora popolare personaggio televisivo interpretato da una giovane Raffaella Carrà. Da quel momento in poi, la sua esistenza diventa una costante e faticosa lotta per riappropriarsi della propria personalità e dei propri desideri. Fra pesanti sconfitte e qualche piccola vittoria, ora il signor S. B. pensa di essere guarito dagli effetti della devastante terapia e la conferenza dovrebbe esserne la dimostrazione. Ma, ripercorrendo con il pubblico la propria vita, S.B. scivolerà in trappole emotive e la sua storia approderà verso un esito inaspettato. Il testo è liberamente ispirato alla storia vera di Kirk Andrew Murphy, il quale nel 1974 fu sottoposto ad un esperimento condotto dallo psicologo George Rekers dell’Università di Los Angeles, California. Tale esperimento era volto a correggere i comportamenti effeminati nei bambini maschi prevenendo la loro eventuale omosessualità.
Lo spettacolo esplora il tema della manipolazione e del soffocamento di sogni e desideri in una versione, però, tutta italiana.

Ingresso > intero 14 euro / ridotto 12 euro (tessera LIFE festival, convenzioni Tosse, tessera Arcigay)
Visita il sito > https://www.facebook.com/SissyBoySpettacolo/?fref=tZ
Guarda il trailer > https://www.youtube.com/watch?v=F4P_TTZpe_s&feature=youtu.be
Visita il sito > http://www.ilcarrodellorsa.it/chi-siamo/


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giovedì 12 maggio, ore 20.30 – Sala Campana – Teatro della Tosse

PETER PAN GUARDA SOTTO LE GONNE
Trilogia sulla transessualità – Cap. 1
di Livia Ferracchiati
Regia > Livia Ferracchiati
Produzione > The Baby Walk

SEGUE INCONTRO.

Peter Pan guarda sotto le gonne è il primo capitolo della Trilogia sulla transessualità ideata da Livia Ferracchiati e in via di realizzazione con la sua compagnia The Baby Walk.
Fine anni 90′. Peter ha 11 anni e mezzo e lunghi capelli biondi. Wendy ne ha 13 ed è mora. Tinker Bell, la rattoppa campane, è una fata senza bacchetta magica. Crescere. Scoprire i primi impulsi sessuali, gestire il primo innamoramento e gli scontri con i genitori per affermare la propria identità. Peter “non è esattamente una femmina, ma precisamente un maschio” e nessuno sembra accorgersene. Il disagio che vive è raccontato attraverso il parallelismo con i personaggi dei celebri romanzi di James Matthew Barrie.Per i bambini e gli adolescenti transgender il momento dello sviluppo rappresenta un punto di non ritorno e, similmente alla figura classica di Peter Pan, si trovano a desiderare di non voler crescere. La storia prende spunto anche da episodi dell’infanzia di persone FtoM (Female to Male).

di Livia Ferracchiati, con Linda Caridi, Luciano Ariel Lanza, Chiara Leoncini, Alice Raffaelli, regia Livia Ferracchiati, testo di Greta Cappelletti e Livia Ferracchiati, coreografie Laura Dondi, scene Lucia Menegazzo, costumi Laura Dondi, luci di Giacomo Marettelli Priorelli, e con le voci di Ferdinando Bruni e Mariangela Granelli, promozione Andrea Campanella, con il sostegno di Campo Teatrale  e CAOS Centro Arti Opificio Siri, compagnia The Baby Walk

Ingresso > intero 14 euro / ridotto 12 euro (tessera LIFE festival, convenzioni Tosse, tessera Arcigay)
Visita il sito > https://www.facebook.com/thebabywalk/


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venerdì 13 maggio, ore 21.30 e sabato 14 maggio, ore 20.30   Teatro della Tosse – Sala Trionfo
domenica 15 maggio, ore 18.30
IL GIARDINO DELLE CILIEGIE
(ètude pour un vaudeville en travesti plein de paillettes)
di Francesco Micheli
Regia > Francesco Micheli
Produzione > Nina’s Drag Queens

Il Giardino delle Ciliegie è una terra di confine, un confine spaziotemporale. Il Giardino delle Ciliegie è crocevia di mondi lontani, irriducibili. Il Giardino delle Ciliegie è una storia che annoda mille vicende irrilevanti intorno a una piccola grande tragedia familiare. Il Giardino delle Ciliegie è una sinfonia in cui ritmi, timbri e armonie lontane convivono in un contrappunto sghembo, sincopato. Il Giardino delle Ciliegie è un testo dove si ride con le lacrime agli occhi. Il Giardino delle Ciliegie è una drag queen. I ciliegi sono fantasmi, simulacri di un mondo troppo frettolosamente sepolto perché non torni a farci visita con i propri inquietanti spettri. Le drag queen sono creature anfibie, icone tra mondi opposti, angeli sgangherati, animali divini, incarnazione contemporanea del mito di Dafne: donne albero che sanguinano e piangono se fai loro del male. Un bosco di fanciulle albero, belle ma legnose, uomini in panni femminili che evocano il bel mondo al tramonto che un tempo affollava quei luoghi. Vorrei piantare un giardino di ciliegi dove gli alberi hanno radici che sono tacchi a spillo e zatteroni, il tronco è il corpo nodoso di un maschio inguainato in abiti da sera, i rami braccia nerborute malcelate da guanti di raso, le foglie sono unghie laccate come mobili cinesi, i frutti gioielli luccicanti. Vorrei perdermi in questo giardino nel seguire i richiami di un’infanzia perduta ma non dimenticata. Vorrei smettere di sentire le voci di un passato tanto bello e ingombrante da soffocarmi come il profumo di un prato in primavera senza che arrivi mai la promessa estate. Il Giardino delle Ciliegie è tutto questo. E chissà quant’altro.

Ingresso > intero 14 euro / ridotto 12 euro (tessera LIFE festival, convenzioni Tosse, tessera Arcigay)
Visita il sito > http://www.ninasdragqueens.org/il-giardino-delle-ciliegie/


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venerdì 13 maggio, ore 20.30  Teatro della Tosse – Sala Campana
ADAM ORLOVESKY (CHI HA PAURA DEGLI ARCOBALENI?)

di e con Andrea Gado

Stand-up comedy per attore solo, “Adam Orlovesky” è una riflessione in chiave pop, ora surreale, ironica e incalzante, ora dolceamara e dolente, su discriminazione e diversa sessualità. Adam Orlovesky, – sciarpa multicolore, occhiale scuro, pantalone rosso e scarpe gialle – parla di giovinezza. Di rabbia. Di sogni e di disfatte. Di violenza e di canzoni. Di AIDS e di amore. Di segregazione e invisibilità. Ma, soprattutto, di paura. La paura di realizzare la propria felicità. Gli arcobaleni del titolo, infatti, sono, sì, un chiaro riferimento all’universo Rainbow ma, soprattutto, sono metafore di “felicità possibili”, quelle stesse felicità che non abbiamo il coraggio o la forza di realizzare. Quelle stesse che, a volte, non ci concediamo nemmeno di immaginare. Per paura.

“Adam Orlovesky” è un invito al coraggio.
A scoprire e accettare la propria differenza.
A realizzare la propria felicità (Il proprio “arcobaleno”). Impresa difficile; sicuramente.
Impossibile, solo se si lascia vincere la paura.

Life Festival presenta un’anteprima dello spettacolo, che debutterà nella sua forma definitiva nella stagione 2016/2017.

Ingresso > unico 7 euro (una quota del biglietto andrà a sostegno del LIFE festival)
Guarda il trailer > https://www.youtube.com/watch?v=Md2TrCuUiZI&feature=youtu.be