• MOSTRE

In concomitanza del Festival, la sezione mostre presenterà alcuni lavori fotografici ed artistici legati alle tematiche di Life.


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INAUGURAZIONE mercoledì 11 maggio, ore 19.30, Foyer de La Claque – Teatro della Tosse
ADAM ORLOVESKY

MOSTRA delle opere di Andrea Gado e degli studenti dell’Accademia Ligustica di Belle Arti e ASTA per raccolta fondi

Lo spettacolo “Adam Orlovesky”, presentato in anteprima durante il festival nasce contestualmente a un preciso lavoro di ricerca pittorica e iconografica con gli studenti dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova (biennio di specializzazione di indirizzo in pittura e scenografia) coordinati dalla professoressa Sabrina Marzagalli. Una selezione dei lavori nati durante il percorso verranno esposti al Teatro della Tosse in concomitanza col debutto dello spettacolo e verranno successivamente battuti all’asta, in una sorta di cabaret surreale, dallo stesso Andrea Gado nei panni di EVA – e chi meglio di lei? – , “la primadonna ma anche tutte le altre donne che da sempre l’uomo canta nelle canzonette”.

Il ricavato verrà interamente devoluto al Coordinamento Liguria Rainbow
Ingresso gratuito


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INAUGURAZIONE martedì 10 maggio, ore 19.30, Foyer del Teatro della Tosse
EVERY SIMPLE DAY
di Roberta Orlando
serie fotografica, 2015

La documentazione di un breve momento tra lavoro, viaggi, attivismo e vita.
La semplicità di una relazione nella sua unicità.
Forze e fragilità di due corpi, dal loro equilibrio alla fusione di forme senza riconoscimento.
Una serie fotografica che vuole rappresentare l’amore e nient’altro.

Ingresso gratuito
Visita il sito > http://r0inconnu.blogspot.com/


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INAUGURAZIONE lunedì 9 maggio alle ore 11.00, per tutta la durata del Festival, ore 9.00 > 18.00,
Spazio Espositivo Cisternone, Dipartimento di Scienze per l’Architettura, Stradone Sant’Agostino 37
Being Positive – Comunicare l’HIV

La mostra espone elaborati grafici realizzati nell’ambito dei Laboratori di Disegno, Grafica per il Prodotto 1 e 2 e di Comunicazione Visiva dei Corsi di Laurea in Design – Dipartimento di Scienze per l’Architettura dell’Università di Genova, per la campagna sviluppata all’interno della Convenzione tra DSA, DISSAL e ANLAIDS (Liguria).

La mostra intende contribuire a promuovere un cambiamento radicale e diffuso nei confronti dell’HIV. In particolare vuole “affrontare il virus” nei suoi molteplici aspetti, dalla conoscenza, alla prevenzione e alla diffusione di cosa vuol dire essere sieropositivi oggi, attraverso lo sviluppo di concept comunicativi che partano dal tradizionale supporto cartaceo fino alla produzione audiovisiva, per indurre un cambiamento comportamentale e di valori.

La mostra è articolata in tre sezioni tematiche nelle quali sono sviluppati i seguenti aspetti: La prevenzione; No stigma; [+/-] Segni e Colori.
Nella sezione “La prevenzione” sono sviluppati aspetti inerenti l’informazione finalizzata ad assumere comportamenti sessuali consapevoli, dalla promozione dell’uso del preservativo, all’invito di accedere al test.
Nella sezione “No stigma” sono presentati progetti di comunicazione volti a creare un’idea moderna della sieropositività svincolata dall’immaginario comune che tradizionalmente dipinge il paziente HIV positivo come soggetto “untore sociale”, visibilmente portatore di segni esteriori, con un’aspettativa di vita ridotta e isolato dalle dinamiche della vita sociale.
Nella sezione “[+/-] Segni e Colori” sono esposti alcuni elaborati grafici che, fra icone, simboli e colori, vogliono rappresentare e attualizzare il concetto di positività anche nella sua valenza oppositiva rispetto al concetto di negatività.

Il target a cui si è rivolta la ricerca è stato innanzi tutto quello dei “giovanissimi”, dagli 11 ai 16 anni, per poi ampliarsi alle famiglie, agli insegnanti e a tutti gli operatori che a vario titolo si rapportano con il target di riferimento.
I progetti esposti sono stati pensati in riferimento a differenti supporti e mezzi di comunicazione: dai tradizionali prodotti di affissione, declinati in differenti formati capaci di entrare in dialogo con la dimensione urbana e/o territoriale, ai prodotti videografici (spot, cortometraggi, videogiochi, app, ecc.), veicolati anche attraverso i canali del digitale (siti web, social network) e accessibile attraverso molteplici dispositivi, fino alla realizzazione di azioni di guerrilla sociale.

Ingresso gratuito


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12 maggio > 11 giugno 2016, da martedì a sabato, ore 14.30>18.30
INAUGURAZIONE giovedì 12 maggio 2016, ore 18.00
ingresso gratuito – presso il Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti
Ma che occhi grandi che hai…
lavoro di ricerca poetica e antropologica sulla comunità trans gender genovese
di Alberto Terrile (fotografia)
Ilaria Caprifoglio (fotografa&assistente backstage)
Maddalena Bartolini (sociologa per i testi)

“Il volto è una rivelazione, incompleta e passeggera, della persona.

Nessuno ha mai visto direttamente il proprio volto; lo si può conoscere soltanto riflesso nello specchio o per mezzo di una fotografia. Il volto non è dunque fatto per sé stessi, ma per laltro o per Dio: è un silenzioso linguaggio ; è la parte più viva e più sensibile (sede degli organi dei sensi) che, nel bene e nel male, presentiamo agli altri. El’lo intimo, parzialmente denudato, infinitamente più rivelatore di tutto il resto del corpo.” (Max Picard)

Credo e pratico una fotografia dove l’etica  sposa l’estetica rafforzando senso e consapevolezza.
Lisetta Carmi raccontò per prima la vita quotidiana delle transessuali quarant’anni fa anche se erano prevalentemente dei travestiti, alcune di loro morirono per essersi iniettate cera solida da pavimenti alla disperata ricerca di un seno che le connotasse maggiormente. Oggi quel mondo non è scomparso, è cambiato e ha ancora molte storie da raccontare.  Vivo e lavoro con un ardente desiderio, quello di “vedere” al di sotto di tutto ciò che vive.

Col placet di Don Andrea Gallo, nel 2010 ho iniziato a interessarmi alla comunità immaginando questo lavoro ancora in svolgimento, segmnenti dello stesso sono stati oggetto di miei lezioni e lectio pubbliche portando lo scorso anno alla prima tesi presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti  a opera di Chiara Scabini sulla comunità Trans gender Genovese dal titolo Più Adamo che Eva.

Ingresso gratuito