La Repubbica: Storie di genere

PROGETTO BIOPOLITICO
L’obiettivo, spiega il presidente di Arcigay Genova Claudio Tosi, è “parlare di vite costruendo un dialogo libero dal pregiudizio” Il festival prevede nel cartellone dibattiti e spettacoli

STORIE DI GENERE

Erica Manna

RACCONTARE il “genere” partendo dalle persone. Dalla loro vita di tutti i giorni. Per questo, “Life”, il festival di cultura Lgbti che torna dal 6 al 14 maggio al Teatro della Tosse con escursioni all’Altrove, all’Accademia Ligustica, al cinema Sivori, alla biblioteca De Amicis, viene definito da Arcigay Approdo che lo organizza con la Tosse in collaborazione con tante realtà della città, un progetto “biopolitico”: perché l’obiettivo è «parlare di vite, costruendo un dialogo libero dal pregiudizio – spiega il presidente di Arcigay Genova Claudio Tosi – attraverso dibattiti per noi strategici. Questo non sarà un festival trans, ma la transessualità sarà il punto migliore da cui partire per affrontare un tema abusato come quello del gender nel modo corretto». Ecco, allora, che quest’anno – con quattro spettacoli, cinque lungometraggi cinematografici e un cortometraggio per 16 proiezioni, due concerti, tre laboratori didattici per bambini e uno per adulti, due incontri pubblici – sarà protagonista la lettera “T”, ideale didascalia della rassegna: per esplorare la realtà delle persone transgender.
Proprio per smontare etichette e stereotipi, sabato 13 maggio ci sarà un incontro alle 17.30 nel foyer del teatro della Tosse: con una serie di relatori che racconteranno i propri diversi percorsi, concentrandosi non tanto sulle nozioni mediche ma sulle storie private. Ma “Life” – diretto da Domenico Lazzaro – prenderà il via già sabato 6 maggio, alle 18.30 nel foyer della Tosse: con un dibattito sui diritti, insieme al sindaco Marco Doria. La sera, alle 21.30, andrà in scena lo spettacolo “Mdlsx” di Motus: il punto di partenza è il romanzo “Middle sex” di Jeffrey Eugenides, vincitore del Pulitzer nel 2003. Un ordigno sonoro, una sorta di dj-vj set che si incentra sul corpo dell’attrice in scena in un inno alla libertà del divenire.
Ironico, crudele: “Peli” mette in scena, giovedì 11 maggio alle 20.30 alla Tosse, una partita di burraco. Tra due donne della buona borghesia, che sono in realtà interpretate da due uomini, per aumentare il senso di straniamento. Una di fronte all’altra, carta dopo carta, dietro frasi di educata formalità finiranno in un crescendo di brutalità per fare a pezzi la maschera di una vita di non detti. Lo spiazzamento è ancora la cifra dello spettacolo “Delirio di una trans populista” con Eva Robin’s, venerdì 12 maggio alle 20.30: ovvero, il delirante comizio con le parole del leader austriaco Haider. Pronunciate, però, da Eva Robin’s, che arringherà folle di fanciulle barbute: un ribaltamento illuminante che trasforma il popolo omologato in una banda di drag queen scatenate all’imperativo “Vota trans”, slogan di una politica grottesca che riesuma antichi sogni totalitari.

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